# Quando i riferimenti bibliografici dell'IA sono quasi tutti veri

> Controllare che un riferimento esista non basta più. Le domande da fare sono tre, e la più importante nessun software può farla al posto nostro.

- **Autore**: Giorgio Borgonovo

In un corso sull'utilizzo dell'IA per un gruppo di ricercatori ho chiesto di verificare i riferimenti bibliografici che l'intelligenza artificiale aveva appena prodotto per loro.

Erano quasi tutti veri.

Un paio d'anni fa non era così: i DOI inventati si trovavano al primo colpo, e la dimostrazione in aula era facile. Oggi quel controllo lo si supera quasi sempre, e questo ha spostato il problema invece di risolverlo.

Perché le domande da fare a un riferimento sono tre, non una.

*Esiste*? Si verifica in cinque secondi incollando il DOI dopo doi.org.

*È quello giusto*? A volte il DOI risolve e apre un altro articolo. A volte gli autori sono nell'ordine sbagliato. Autore, anno e rivista possono essere ciascuno reale, e il riferimento nel suo insieme non esserlo.

*Sostiene davvero la frase che lo usa*? Questa è la domanda che conta, ed è l'unica che nessun software può fare al posto vostro. La fonte esiste, è quella giusta, è pertinente al tema, e non dice quello che le state attribuendo. Uno studio su un contesto urbano citato come prova di un fenomeno rurale. Un articolo che mostra una correlazione, usato per sostenere una causa.

Nessun rilevatore la vede, questa. E passa indenne attraverso un referaggio distratto.

Poi c'è la cosa che mi ha colpito di più, e non è tecnica: si salta più spesso la verifica quando il testo è buono. Su una bozza sciatta controlliamo tutto, perché è l'aspetto stesso a insospettirci. Su un testo ben scritto, ben strutturato, con la bibliografia in ordine, controlliamo meno.

Il rischio di non accorgersi cresce insieme alla qualità apparente.

Da quel breve corso è nato un manuale di una cinquantina di pagine che spiega come funzionano davvero questi strumenti, come chiedere, come tenere insieme fonti e memoria, e che cosa non si delega. L'ho scritto per chi fa ricerca, insegna, segue tesi e valuta il lavoro di altri, ma buona parte vale per chiunque scriva per lavoro.

È gratuito: [Scrivere e pensare con l'intelligenza artificiale. Manuale per il lavoro di ricerca](/manuali/scrivere-e-pensare-con-lintelligenza-artificiale.pdf).

E a voi capita? Quante volte, onestamente, apriamo tutte le fonti di un testo che ci convince?

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